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Alberto Martínez: «Gli spazi possono favorire nuove modalità di apprendimento, di interazione e di sviluppo del talento»

La ristrutturazione dell’IES Cotes Baixes di Alcoi dimostra come l’architettura possa accompagnare i nuovi modelli educativi. Alberto Martínez, direttore creativo di Venture Experience, riflette sul ruolo degli spazi nel benessere, nell’apprendimento e nello sviluppo del talento.

L'architettura non viene più intesa esclusivamente in termini di funzionalità. Ogni spazio trasmette un modo di pensare, riflette una cultura e condiziona l'esperienza di chi lo abita.

Questa visione ha guidato la ristrutturazione dell’IES Cotes Baixes di Alcoi, un centro di eccellenza per la formazione professionale che ha trasformato le sue aule, le aree comuni e i percorsi interni per favorire l’illuminazione, il benessere e la creatività. Venture Experience ha partecipato alla concezione del progetto, mentre Saxun ha contribuito all’installazione delle griglie V-50 e V-90 a LED, soluzioni che aiutano a controllare l’ingresso della luce naturale, a ridurre l’irraggiamento solare e a migliorare il comfort degli spazi.

In questa intervista, Alberto Martínez, direttore creativo di Venture Experience, spiega come la metodologia Space UX consenta di trasporre i valori e gli obiettivi di un’organizzazione nell’ambiente fisico. Un approccio incentrato sulle persone per creare luoghi più coerenti, confortevoli e pronti a promuovere nuove dinamiche.

D. Sta cambiando il nostro modo di concepire gli spazi?

R. Si sta affermando un movimento sempre più significativo che ci porta a dare maggiore importanza all’esperienza piuttosto che al possesso. Allo stesso tempo, stanno emergendo nuove modalità di educare, apprendere e sviluppare il talento.

La metodologia Space UX ci permette di collegare la concettualizzazione e il pensiero provenienti da diverse discipline. Assomiglia, in un certo senso, al processo di creazione di una pagina web: prima di progettarla, analizziamo cosa vogliamo ottenere, quali sono gli obiettivi, cosa succede quando una persona compie un’azione e come deve rispondere l’ambiente circostante.

A quel punto, definiamo le linee guida strategiche del progetto e iniziamo a costruirne la storia.

D. In che modo questa metodologia si applica alla progettazione di uno spazio fisico?

R. Anziché limitarci a progettare spazi, progettiamo piccoli momenti. Ciascuno di essi risponde a obiettivi concreti e ai valori che l’organizzazione intende trasmettere.

Quando questi momenti si intrecciano, emerge una narrazione potente che può essere trasferita nello spazio fisico. Gli interior designer e gli architetti dispongono così di una base narrativa più solida su cui sviluppare il progetto.

Le sue conoscenze, la sua creatività e il suo modo di intendere l'architettura si integrano in modo più profondo nel risultato finale. Il progetto non si limita più a rispondere solo a una disposizione degli spazi o a esigenze tecniche, ma inizia a esprimere un modo di pensare.

D. Come è iniziata la vostra partecipazione a questo progetto educativo?

L’IES Cotes Baixes di Alcoi è una scuola d’eccellenza. Ci hanno invitato a conoscere il loro progetto e a condividere la nostra visione. Fin dal primo momento abbiamo scoperto un modo straordinario e diverso di intendere l’istruzione. Ci hanno chiesto come tradurre questa filosofia nello spazio e come far sì che il modello educativo e il progetto dell’edificio si evolvessero di pari passo.

Space UX si occupa proprio dell'esperienza utente negli spazi. Per questo abbiamo potuto ripensare il progetto partendo dal modo in cui le persone insegnano, imparano e interagiscono.

Ci sono professionisti in grado di trasformare completamente uno spazio lavorando esclusivamente con la luce.

Non si tratta solo di ridurre o controllare l'irraggiamento solare. Si tratta di creare ambienti più piacevoli, confortevoli e adatti alle persone che li utilizzano.

Alberto Martínez, direttore creativo di Venture Experience

D. Cosa ha reso questo lavoro particolarmente interessante?

Ci è piaciuto moltissimo perché va oltre il semplice miglioramento di aspetti architettonici quali l'efficienza energetica, la funzionalità, la circolazione o la conformità normativa.

C'è uno spirito che permea l'intero progetto. Un modo di pensare. La vera sfida era riuscire a far sì che quella filosofia educativa fosse presente anche nell'edificio.

Per noi è stata un’occasione per dimostrare che le cose si possono fare in modo diverso e che la metodologia Space UX può essere applicata con risultati tangibili.

Finora abbiamo illustrato questo approccio e, a volte, poteva sembrare un concetto un po’ astratto. In questo progetto è diventato una realtà che può essere osservata e vissuta attraverso le persone e gli spazi.

D. Che ruolo svolge la luce nel benessere degli spazi interni?

Ci sono professionisti in grado di trasformare completamente uno spazio lavorando esclusivamente con la luce.

Oltre all'illuminazione artificiale, esistono soluzioni ed elementi architettonici che consentono di filtrare l'ingresso della luce naturale e di adattare le condizioni interne alle esigenze del momento.

È sorprendente constatare quanto si possa ottenere con risorse apparentemente semplici. Non si tratta solo di attenuare o controllare la radiazione solare. Si tratta di creare ambienti più piacevoli, confortevoli e adatti alle persone che li utilizzano.

D. Quali settori dovrebbero riflettere più a fondo sull'esperienza dei propri utenti?

Settori come l'istruzione o la sanità devono rivedere in modo approfondito le esperienze che offrono.

Si sta iniziando a definire a parole un nuovo modo di intendere questi settori. Il termine “esperienza” viene usato molto spesso, ma ciò che è davvero interessante è osservare come si comportano le persone: dove si siedono, quali luoghi scelgono, come si muovono o in che modo interagiscono.

Gli spazi possono agire in modo intelligente e stimolare determinate dinamiche. Possono aiutare le persone a incontrarsi, a lavorare insieme e a sentirsi libere di creare, imparare e sviluppare i propri talenti.

D. Un edificio può davvero influenzare il modo di apprendere?

R. Sì. Uno spazio ben progettato può favorire interazioni più stimolanti e creare condizioni migliori per imparare, collaborare e condividere le conoscenze.

Da questo progetto traspare un enorme lavoro preparatorio. Quando siamo arrivati, abbiamo trovato la struttura di un centro in cui molte persone avevano già riflettuto, sperimentato e messo in pratica nuove idee.

È come se la scuola stessa stesse seguendo un dottorato permanente: mette alla prova se stessa, sperimenta nuove formule e mantiene sempre l’attenzione sullo studente.

Questo modo di lavorare è geniale e la sta trasformando nella punta di diamante di un nuovo modo di intendere l'istruzione.

D. Ritieni che la Spagna possa essere all’avanguardia in questa nuova modalità di progettazione degli spazi?

R. La Spagna ha un approccio alla vita e una visione della qualità della vita che possono essere applicati all'istruzione, alla sanità, al turismo e a molti altri ambiti della vita quotidiana.

Se sappiamo leggere tra le righe, noteremo che sta emergendo una cultura educativa molto interessante. Dobbiamo osservarla, ascoltarla e accompagnarla anche attraverso la progettazione degli spazi.

 

 

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